New York 2

…Continua

Rockfeller By NightRockfeller Centre – un centro costruito da film, nel senso che si e’ visto in cosi tante pellicole che non c’e’ nulla di sorprendente: pista di pattinaggio sul ghiaccio al centro, edificio imponente di 67 piani davanti, ristorante, negozio dei lego (fichissimo) ad un lato, punto vendita del metropolitan museum all’altro lato, vicino edificio del Radio City Music Hall (il piu grande teatro del mondo negli anni ’30).
Forse il posto non mi fa impazzire per una serie di elementi: costruito da una famiglia di petrolieri e banchieri, su un terreno che era di proprieta’ della columbia university (ovviamente hanno pagato bei $$, ma sempre proprieta’ universitaria era!) e l’avvicendarsi di gruppi/holding di ricchi, piu o meno famosi e loschi nell’acquisto.. e poi e’ tutto cemento armato. Ma quanto dura un palazzo cosi grande di cemento armato?
Comunque una tappa on top of the building l’ho fatta, di notte per vedere la citta’ e capirne meglio la logistica. P-man ha preferito stare al bar al caldo (questa era la giornata dei 5 gradi) tanto c’era gia’ stato altre volte. All’imbrunire, un tramonto chiaro in un autunno newyorkese fresco mi ha accompagnata mentre salivo gli ultimi due piani dell’edificio. Un panorama colorato e luminoso s’e’ presentato davanti ai miei occhi creando un’atmosfera molto suggestiva e romantica. Un lui ha anche chiesto di sposarlo alla sua lei, coppie e flash ovunque. Ho fatto un selfie e sono scesa!

Broadway ChicagoBroadway– Non si puo’ andare a NY e non andare a vedere un musical a Broadway, ecco infatti noi ci siamo andati e abbiamo scelto Chicago. E’ stato emozionante e sorprendente, nel senso che la bravura e la professionalita’ sono a livelli superlativi (e qui la sorpresa) da parte del cast ‘adulto’. Non so perche’ ma immaginavo – sbagliando – che gli attori di Broadway fossero tutti giovani rampanti ventenni, invece abbiamo trovato un gruppo di attori/cantanti/ballerini con un’eta’ varia da 25 a 50. WOW! Alla fine dello spettacolo, ci siamo imbucati con una scuola di teatro al dibattito/incontro, in cui alcuni degli artisti hanno risposto alle domande degli studenti: le domande erano riguardo la routine giornaliera tra prove, bimbi e spettacoli serali, o cosa pensano i figli di questo lavoro, ecc. Sinceramente questa ultima domanda non l’ho capita, forse intendevano che una signora sui 45-50 non dovrebbe ballare e cantare sul palco? Con quel fisico li la signora puo’ andare avanti fino agli 80!!! Bella lei e tutto lo staff! Fantastico il musical!

The Village Greenwich, The Village – Zona deliziosa di Manhattan che taglia da ovest ad est l’isola. Un quartiere chicchettoso e tranquillo pieno di ristorantini, caffe, negozietti particolari e ricercati, gallerie d’arte e personcine famose come Julia Moore e Daniel Defoe (quest’ultimo incontrato in metro e nel pieno del sonno e confusione mentale e’ stato identificato come il ‘cattivo di spider man e di budapest hotel’). Noi ovviamente abbiamo prenotato qui vivendo da ‘figheiri’ per la settimanella nuiorkese e pagando 5$ un caffe’. Comunissimo infatti trovare persone che sorseggiano un caffe impegnatissimi con il loro super sottili tablet o mac. Come dice una mia carissima amica sembra tanto una zona ‘arty fartie’ per ‘chanpagne socialist’! (La traduzione non renderebbe)

Security Service Centre – Assistenza sociale e sanitaria doverosa per P-man nuovo residente americano. Entriamo in un classico ambiente pubblico asettico con piu di 35 sportelli, noi avevamo piu di 30 numeri davanti ma il tempo di attesa per essere ricevuti e’ stato di un misero quarto d’ora. Impressionante. Ci sono i moduli per le varie richieste nelle due lingue, inglese che spagnola. Altra sorpresa da bella ignorante quale sono, non mi aspettavo di trovare tutto quasto spagnolo in giro per la citta’ come cartelli stradali, menu de ristoranti e opuscoli informativi vari. Sembra quasi ci sia un’integrazione (almeno formale e superficiale) tra i due mondi, del resto siamo nelle Americhe e in quanto Americhe ce n’e’ una al Nord e una al Sud 🙂

Dogana Americana – abituati ai mille controlli in Australia e Nuova Zelanda (avete visto tutti airport security in TV no?), sinceramente mi aspettavo tanta piu disciplica e cattiveria. Invece sono tranquilli, ti chiedono chi sei, dove vai, perche’ ci vai e dopo una foto e le impronte digitali ti fanno passare, dicendo ‘Welcome to NY’. P-man ha fatto una fila diversa dalla mia: alla fine io ho fatto prima, ma dopo 90 giorni hanno detto che mi cacciano mentre lui puo’ restare quanto gli pare.

Chinatown Little ItalyNella lista ci sono tante altre cose viste come Harlem, Central Park a piedi e in bici, Staten Island, Little Italy e la vicina Chinatown dove ‘they have the all Marco Polo’s business sorted’, in un esempio di confusione o commistione che fa ridere. Menzione speciale alla biblioteca che mette paura per quanto e’ spettacolare con i suoi tre piani di sale lettura, esposizioni ed eleganza. Il Bronx che a copo d’occhio sempra proprio il ‘Bronx’ poi pero’ ad uno sguardo un po’ piu attento si nota un’effervescenza culturale e un impegno serio di riqualifica tramite la ristrutturazione di molti edifici (e’ tutto un quartiere!). Siamo andati a vedere una mostra fotografica di un amico che ha partecipato a premio per il libro di fotografia 2014.
Tuttavia abbiamo mancato una marea di cose come il museo Metropolitan e il Gugheneim, Ellis Island, Soho e Harlem con piu calma … e tanto altro che merita un’altra visita.


Rockfeller CentreRockefeller Centre – a centre built by movies, I mean that it has been seen in so many films that it is not that surprising: ice-skating area in the middle, massive building of 67 floors at the front, restaurant, Lego shop (super cool!) on the side, metropolitan shop on the other side, close to Radio City Music Hall building (the biggest tether in the world in the ’30s).
I guess the place itself did not impress me so much because of a series of elements: it’s built by an oil company and bank’s family, on land which used to belong to the Columbia Uni (obviously they have paid an interesting amount of $$, but it was still a uni property!) and the ownership alternating between groups of rich and (more or less) famous and dubious people… and also it is all in concrete. How long does such a big building in concrete last for?
Anyway I did my pit stop on top of the Rockefeller, at night to see the city from height and to understand the logistics a bit more. P-man preferred to stay warm at the coffee shop (this was a day of 5 degrees) because he has been there already on other occasions. At dusk, a vivid sunset in this fresh New Yorker autumn kept me company while I was getting up to the last two levels of the building. A colourful and clear view appeared to my eyes, creating a suggestive and romantic atmosphere. A guy also proposed to his girlfriend, couples and flashes of cameras everywhere. Once I did my selfie, I went down!

Broadway ChicagoBroadway – You can’t go to NY without watching a musical in Broadway, well we went and we picked Chicago. It was a great and surprising experience, in terms of the level of skill and professionalism (and now comes the surprising part) from an ‘adult’ cast. Not sure why, but I used to believe – mistakenly- that Broadway artists would have been all young ambitious people, however we found a group of actors/singers/dancers with an age range of between 25 to 50. WOW! At the end of the show, we assisted, sneaking in, to a QnA session with some artists from the cast and students of an acting school. The students had the chance to ask the actors some questions about their routines, managing daily life amongst kids, rehearsals and evening shows, or what their children think about the job, etc. Honestly I did not really understand the last question, perhaps they meant that a lady aged 45-50 should not dance and sing on a stage? With that body the lady can go ahead until she is 80!!! Beautiful the actress and all of the cast! Fantastic the musical!

Greenwich, The Village – Cool area of Manhattan which cuts the island from side to side. A posh and residential suburb full of restaurants, coffee shops, sophisticated and small boutiques, art galleries and VIPs such as Julianne Moore and Daniel Defoe (who we met at the subway and was identified as the ‘bad guy’ of spider man and Budapest Hotel, as we were a bit jet lagged and definitely confused!) We clearly stayed here, living the life of rich and famous people, paying 5 bucks for a coffee. It is really common to find busy people sipping their coffee with their super slim tablet or mac. As my dear friend says, it looks like an ‘arty farty’ area for ‘champs socialist’! (Chappo docet!)

Security Service Centre – P-man as a new resident needed to go there. We went to a classic and aseptic public office with more than 35 windows. Even though we had more than 30 numbers in front of us, the waiting time was not more than 15 mins. Impressive. There are forms in two languages, English and Spanish. Another surprise for the ignorant one (me!), as I did not expect to find so much Spanish around the city on the road signs, restaurant’s menus and various informative fliers. It looks like there is integration (at least formal and superficial) between the two worlds, after all we are the Americas and as Americas there is a ‘North’ and a ‘South’ of them 🙂

American customs – being used to Ozzy and Kiwi customs, to be honest I was expecting a bit more discipline and cruelty. They are ok, they ask you who you are, where you are going, why you are going there and after a photo and digital fingerprints they let you go, saying ‘Welcome to NY’. We were in two different queues: by the end I was the quickest, but after 90 days they will kick me out, while P-man can stay as long as he likes.

4_StatenIslandFerry (10) On the list there are other thing to be seen and done such as Harlem, Central Park on foot and by bike, Staten Island, Little Italy and Chinatown where ‘they have all Marco Polo’s business sorted’, in a great example of cans and a cultural mix to laugh about A special mention goes to the library which is scarily spectacular with its three floors of reading rooms, expo and elegance. The Bronx, at first glance looks seriously like the Bronx, but then, after a deeper look, it can be identified as an area with a cultural effervescence, where they are making a serious effort to renovate the buildings (it is all road and construction works!). We went there for a friend’s exhibition for a photographic book award 2014.
However, we missed heaps of things like Metro and Guggenheim museums, Ellis Island, Soho and Harlem … and much more that deserves another visit.

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2 thoughts on “New York 2

  1. Adoro William (Willem) Dafoe! Era fantastico nella parte del cattivo “psicopatico” in
    “Budapest Hotel” ! Sto recuperando il tempo perduto ora che sono finalmente in vacanza..ma ci vorrà tempo per leggere tutto..

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